Le sue spiagge non reggono il confroto con quelle di altre isole della Malesia, ma nessun'isola della Malesia può vantare un così ampio numero di monumenti e di edifici storici. Penang ha un'atmosfera multi-culturale, che si è formata nel corso dei secoli grazie al passaggio di malesi, cinesi, indiani ed europei
Se siete in cerca delle spiagge pubblicizzate dai depliant turistici della Malesia, probabilmente Penang non è la località che fa per voi. Anche su quest’isola vi sono numerose spiagge e moltissimi resort, ma i colori del mare non reggono il confronto con i colori del mare di altre isole dello stato asiatico, come ad esempio le Perhentian. Ma Penang ha anche altro da offrire ai turisti, che rimangono affascinati dalle sue magiche atmosfere. In nessun’altra isola della Malesia troverete una così grande quantità di templi e di edifici storici, di case coloniali e di pagode. L’isola è abitata in prevalenza da persone di origine cinese, che vivono qui da diversi secoli, ed è su di essa che è sorto uno dei primi insediamenti britannici nel Sud-Est Asiatico. Correva l’anno 1786 quando vi sbarcò il capitano inglese Francis Light, che sposò la figlia del sultano di Kedah ricevendo in dote una parte dell’isola. A Penang vi sono anche importanti minoranze malesi ed indiane, che contribuiscono a quell’atmosfera multiculturale che si respira per le vie di Georgetown, la principale località dell'isola.
Georgetown
La cittadina di Georgetown è un vivace agglomerato di edifici dagli stili differenti: si passa velocemente dai palazzi di epoca coloniale alle case con i tipici tetti cinesi. Il modo migliore per visitare Georgetown è quello di passeggiare senza una meta precisa nel centro storico, che è molto caratteristico anche grazie a quell’aria decadente che si percepisce in alcuni vicoli. La città è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e alcuni edifici sono davvero deliziosi, come la casa del mercante cinese Cheong Fatt Tze, il municipio di epoca coloniale e il forte Cornwallis, costruito nel punto in cui sbarcò il capitano Light. Se siete interessati agli edifici religiosi avrete l’imbarazzo della scelta. Il Wat Chaiyamangalaram, costruito nella prima metà dell’Ottocento in stile tipicamente thailandese, ospita un Buddha sdraiato di 33 metri. Una bella pagoda cinese è quella di Kuan Yin Teng, ma meritano una visita anche la moschea di Kapitan Keling e la chiesa di St. George.
Recatevi a Bukit Bendera, la collina di Penang, per avere una visione d'insieme di Georgetown e della baia. Da qui si può osservare il ponte di Penang, che è lungo più di 8 chilometri e che collega l’isola con la costa della penisola malesiana. Consigliamo la visita a due luoghi di culto che si trovano fuori città. Il monumento più visitato di Penang è il Kek Lok Si, che è uno dei più grandi templi buddisti di tutto il Sud-Est Asiatico. All’interno di esso si trova la statua di bronzo di Kuan Yin, lunga 36 metri. Merita una visita anche il Tempio del Serpente, una costruzione cinese risalente al 1850. Nonostante il nome, la popolazione di vipere che vive nella zona si è ormai ridotta a pochi esemplari.
Spiagge
Il piatto forte di Penang è costituito dai suoi edifici storici, ma sull’isola vi sono anche diverse spiagge in cui oziare sotto al sole, soprattutto sul versante settentrionale. La spiaggia più famosa è quella di Batu Ferringhi, intorno alla quale sono sorti numerosi resort. In questa zona troverete strutture turistiche di ogni tipo, ma farete bene, come già detto, a rimanere con i piedi per terra: il mare di Penang, che è situata di fronte alla costa nord-occidentale della penisola malesiana, non regge il confronto con quello di altre località del paese del Sud-Est Asiatico. A Batu Ferringhi vi sono anche alcuni bar in cui trascorrere una piacevole serata. Se siete in cerca di una striscia di sabbia che non sia invasa dai turisti, provate a dare un'occhiata alle calette che compongono la Tanjung Bay, o provate a recarvi presso le spiagge di Pantai Kerachut e di Teluk Kampi.
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